Amelia dreaming: Almond granita and crunchy zucchini flowers

hotel1

I have been away for a while but I have a good excuse. I turned (eek!) 40 a couple of days ago and the viking organized a week long – indian wedding style – celebration to mark the milestone.

A surprise party on Wednesday was followed by a great dinner at one of the cosiest Japanese restaurants in Geneva, where he announced that we are going to Japan next year (heart, please, be still). The week-end we travelled to Annecy where we ate at the restaurant of Laurent Petit, a French chef awarded  two stars by the frightening Michelin Star Guide, who only cooks with local vegetables, herbs and fish; no meat.

Continue reading “Amelia dreaming: Almond granita and crunchy zucchini flowers”

Pane, burro e marmellata (lavender apricot jam with edible flowers)

albicocche

English below

All’approcciarsi del mese di agosto, quello che in inverno viene convenientemente lasciato il un cassetto a fare la muffa al pensiero di ‘Ma si, tanto c’è tempo‘, ritorna a prendere posto sul suo trono estivale, come un incubo che ti si siede sulla schiena mentre tu tenti di prendere sonno. Ed è proprio mentre ti rigiri tra le lenzuola, tra le undici e mezza e mezzanotte, che un pensiero ardito prende forma e, il desiderio di condivisione è cosi’ forte che decidi di svegliare il vikingo che ti respira beato accanto con un: “Ora basta! Domani mattina mi sveglio alle sei per fare sport.

Continue reading “Pane, burro e marmellata (lavender apricot jam with edible flowers)”

Salvare capra e cavoli

It took me 5 years to open this blog. Five years spent cooking, for me, for friends , families and even for enemies. I tried to recover my sense of self, which I thought I lost, through my hands and my taste buds. The viking, as my family from the south of Italy calls my husband, a true Norwegian, began to train for a marathon in the hope of losing cm from his waist, while I neurotically chopped, tossed, baked and fried. Today, my bathing suit is laughing at me from the drawer and food has become an compulsive obsession.

My name is Daniela, still 39. Calabrian born, adopted by Florence and Rome, currently living in Switzerland. I am the grandchild of Agata, called Catuzza, 96 who is still cooking and eating like she was 20. She taught me the love (and obsession) for pans, pots, sauces, salted anchovies and fried aubergines. I’ve never received a recipe with exact measurements from her. ‘Just enough’ has become a compass in my cooking.

This blog is an attempt to ‘salvare capre e cavoli‘ (save the goat and the cabbage) which could also be translated into “using a boomerang to kill 2 birds“.

My favorite word in Italian is: Mangia.

 

Ci son voluti 5 anni per aprire questo blog. Cinque anni passati a cucinare, ritrovando sapori lontani e imbarcandomi in nuove avventure culinarie e non. Il vichingo, come viene affettuosamente chiamato dalla mia famiglia nel sud Italia, norvegese DOP, ha ripreso a correre per perdere cm nel girovita mentre io spadello nevroticamente di sera e ripasso mentalmente ricette di giorno. Il costume se la ride nel cassetto mentre il cibo è diventato un’ossessione a tratti compulsiva. Sarà che da qualche anno mi sono trasferita in Svizzera per lavoro, ma ultimamente ho imbastito una lotta quotidiana nella ricerca del sapore e del ricordo attraverso il gusto. Il vichingo  mi ha intimato con perseveranza nord europea di trovare uno sfogo a quella che lui definisce una nevrosi, e quindi eccomi ad inaugurare questo blog che nasce per salvare capre e cavoli.

Mi chiamo Daniela, di anni 39 (almeno fino a luglio). Calabrese di nascita e fiorentin-romana di adozione. Nipote di Agata, comunemente chiamata Catuzza. A 96 anni ancora cucina e mangia come se ne avesse 20. E’ lei che mi ha insegnato l’amore e l’ossessione per pentole, mestoli, alici salate, taglie e tenerumi. Non mi ha mai dato una ricetta che fossi in grado di seguire alla lettera ed è forse per questo motivo che non sono ferrata in dolci. Il suo consiglio è sempre “Quanto basta” e lo ritroverete spesso nelle mie ricette.

A volte penso in italiano e a volte in inglese, anche questo troverete spesso. Spero proprio di non confondere nessuno, inclusa me.

La mia parola preferita in italiano è: mangia (seguita da parmigiana)